Luigi Bozzato (1923-2008)  è stato un internato pontelongano in quattro lager nazisti durante la seconda guerra mondiale; una volta liberato ha dedicato molti anni della sua vita a portare nelle scuole la sua testimonianza.

Per onorarne l’impegno e il ricordo l’amministrazione comunale gli ha intitolato la Biblioteca ed è stato creato un fondo documentale, tuttora in continua crescita, che raccoglie una vasta panoramica di materiali sui due conflitti mondiali.

Trovati 404 documenti.

A due passi dal fronte
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Materiale linguistico moderno

Nardello, Mariano

A due passi dal fronte : città di retrovia e culture urbane nel prisma della grande guerra / a cura di Emilio Franzina e Mariano Nardello

Mantova : Tre Lune, 2018

Storia & storie - La grande guerra ; 1

Abstract: "Gli studi qui raccolti propongono nel loro insieme un quadro ampio e aggiornato delle ripercussioni che le vicende belliche ebbero sulle condizioni di vita, sulle idee e sui comportamenti delle popolazioni delle città più prossime al fronte: dal deterioramento della situazione sanitaria in seguito al dilagare dei vecchi e nuovi morbi (più grave dei quali la "spagnola"), all'inaridirsi della vita intellettuale sottoposta ai condizionamenti della propaganda; dalla diffusione di comportamenti più trasgressivi tra le donne chiamate a sostituire gli uomini nella produzione, all'incontro nelle città - così come nelle trincee - di italiani di ogni contrada, ciò che propiziò un significativo passo in avanti del processo di nazionalizzazione degli abitanti della penisola"

La campagna di Russia
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Giusti, Maria Teresa

La campagna di Russia : 1941-1943 / Maria Teresa Giusti

Bologna : Il mulino, 2018

Storica paperbacks ; 165

Abstract: Quando nel giugno 1941 Hitler scatenò l'«operazione Barbarossa» contro l'Unione Sovietica, avrebbe fatto volentieri a meno dell'aiuto italiano; l'Italia, aveva scritto a Mussolini, avrebbe giovato di più concentrando il suo impegno in Nordafrica. Ma Mussolini voleva esserci a tutti i costi, e fece costituire il Corpo di spedizione italiano in Russia (Csir), che a metà luglio partì per il fronte orientale. Un anno dopo, unito a nuovi corpi d'armata nell'Armir (Armata italiana in Russia), fu schierato sul Don dove l'offensiva sovietica, fra dicembre 1942 e gennaio 1943, lo annientò. Dei 230 mila italiani partiti per la Russia, 95 mila non fecero ritorno: uccisi in combattimento o morti di stenti e di freddo nelle «marce del davaj» e in prigionia.

1918
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1918 : un anno incerto : dopo Caporetto l'Italia si scopre diversa / scritti di Giuliano Casagrande ... [et al.]

Vittorio Veneto : Kellermann, 2018

Quaderni del CEDOS ; 9 - Iteranda ; 29

Abstract: Dopo il manrovescio di Caporetto, il 1918 si apre per gli italiani nell'incertezza, con una parte importante del territorio nazionale invasa dagli austro-ungarici. Se le condizioni di vita nel paese sono precarie, fiorisce il contrabbando. Con il loro relativo benessere, giungono in Italia rinforzi britannici e francesi, e si attendono gli americani. Scendono in campo anche i legionari ceco-slovacchi, tutti volontari, coscienti del rischio del capestro qualora catturati al fronte. La guerra continua, con i morti affidati ad una memoria fragile ed i feriti smistati fra Sanità militare e Croce Rossa Italiana. Un anno, quel 1918, che alla fine sarà l'anno decisivo.

Il massacro di Addis Abeba
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Campbell, Ian

Il massacro di Addis Abeba : una vergogna italiana / Ian Campbell ; traduzione di Mariacristina Cesa e Nicolina Pomilio

[Milano] : Rizzoli, 2018

La grande storia

Abstract: Ci sono pagine della storia d'Italia che conosciamo ormai a memoria, e altre su cui ancora non è stata scritta la parola "fine". E poi ci sono le pagine dimenticate, relegate all'oblio perché troppo dolorose. Anche quelle, però, fanno parte del nostro passato. In questo caso, del nostro passato di "potenza coloniale". La mattina del 19 febbraio 1937, ad Addis Abeba, il viceré Rodolfo Graziani e le autorità italiane che da nove mesi governano un terzo dell'Etiopia celebrano la nascita del primo figlio maschio del principe Umberto di Savoia. Ma un gruppo d'insorti riesce a superare i controlli e, all'improvviso, otto bombe a mano seminano il caos tra quei notabili. Di fronte al bilancio - sette morti e decine di feriti, compreso lo stesso Graziani - il Duce ordina la repressione: "Tutti i civili e religiosi comunque sospetti devono essere passati per le armi". È così che si scatena uno dei massacri più ignobili della parentesi coloniale italiana: giorni di terrore, tra omicidi e saccheggi, durante i quali migliaia di innocenti vengono trucidati con sistematica brutalità. Repressione che culmina, nel maggio dello stesso anno, con l'eccidio di centinaia di monaci, preti e pellegrini cristiani della Chiesa copta, tutti disarmati, radunati nel monastero di Debra Libanos. Intanto, le Camicie nere ne approfittano per azzerare l'intellighenzia etiope, in un vero e proprio pogrom. Con precisione accademica e passo narrativo, Ian Campell ricostruisce in questo saggio una delle atrocità meno conosciute del regime fascista, analizzandone premesse e conseguenze, senza fare sconti a nessuno. Prefazione di Richard Pankhurst.

Artisti in fuga da Hitler
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Passaro, Maria

Artisti in fuga da Hitler : l'esilio americano delle avanguardie europee / Maria Passaro

Bologna : Il mulino, 2018

Saggi ; 870

Abstract: Emblematica della furia censoria nazista, la mostra sull'«Arte degenerata» del 1937 presenta gli artisti d'avanguardia come un residuo sociale perverso e irrecuperabile. In quel clima carico di minacce, un'intera leva di artisti si trovò a dover fuggire dall'Europa e a cercare riparo negli Stati Uniti. Per loro quel grande paese fu prima di tutto l'approdo alla salvezza, poi la possibilità di un nuovo inizio, senza nostalgie né rimpianti. Smentendo una rappresentazione dell'esilio come perdita, il libro mostra come per molti di quei transfughi - da Mondrian a Randinsky, da Moholy-Nagy a Max Ernst - l'esperienza americana coincise con una stagione ricca di creatività, portatrice di straordinari innesti artistici.

Prima dell'alba
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Malaguti, Paolo <1978->

Prima dell'alba / Paolo Malaguti

Vicenza : N. Pozza, 2017

I narratori delle tavole

Abstract: Alle 6,30 del 27 febbraio 1931 il trillo violento del duplex manda all'aria uno dei sogni più belli, con tanto di fiammante Fiat 521 Coupé, fatti dall'ispettore Ottaviano Malossi, 32 anni, sposato da cinque, ufficiale della Polizia di Stato nella questura centrale di Firenze. Dall'altro capo del telefono il collega Vannucci gli dice che è atteso alla stazione dagli agenti della ferroviaria. Con una certa urgenza, visto che c'è di mezzo un morto. Il tempo di trangugiare l'orzo riscaldato dalla sera prima nel buio del cucinino, salutare la moglie, inforcare la bicicletta, che Malossi si ritrova al cospetto degli agenti e poi su un treno diretto a Calenzano dove, riverso sulla massicciata, sul lato esterno della linea che scende da Prato, giace il cadavere del morto in questione. Vestito in maniera seria ed elegante, il morto porta i chiari segni di una caduta: tracce di polvere biancastra sulla schiena, uno strappo alla cucitura della manica sinistra, un altro strappo all'altezza del ginocchio destro. Il volto è quello di un uomo anziano e ben curato, capigliatura candida, pizzo lungo e folto. Gli uomini accorsi per primi sul posto lo guardano con un'espressione di timore mista a reverenza. Nel sole accecante del mattino Malossi non tarda a scoprire il perché. Le tessere della milizia volontaria e del PNF contenute nel portafoglio del morto mostrano generalità da far tremare i polsi: Graziani Andrea, nato a Bardolino di Verona, il 15 luglio 1864, luogotenente generale della milizia volontaria per la sicurezza nazionale. Un caso spinoso, dunque, per cui bisogna fare presto, trovare i colpevoli, se ve ne sono, ma soprattutto consegnare quanto prima il corpo dell'eroe agli onori che la patria vuole tributargli. Resta da chiarire, però, come Graziani sia finito riverso al suolo sulla scarpata opposta a quella di marcia del treno su cui viaggiava: si è suicidato, spiccando un balzo fuori dal portello, oppure qualcuno, prima dell'alba, lo ha spinto con violenza giù dal convoglio? Malossi inizia a scavare con prudenza, tra resistenze, false piste e pressioni dall'alto, in un viaggio alla ricerca della verità che, dai binari della linea Prato-Firenze, lo condurrà lontano nel tempo, fino all'ottobre del 1917, sulle tracce di un fante italiano testimone silenzioso del disastro di Caporetto e, prima ancora, di una vita di trincea resa intollerabile dai massacri e dal rigore insensato di una gerarchia pronta a far pagare con la fucilazione anche la più banale infrazione del regolamento.

Trincee alpine sul Grappa
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Materiale linguistico moderno

Trincee alpine sul Grappa / a cura di Lisa Bregantin

Treviso : Istresco, 2017

Abstract: Alpini e Monte Grappa, due miti ancora sulla breccia dell’onda. Dove nascono e cosa comprendono? Oggi, come si pre­sentano alla società contemporanea? Per rispondere a queste domanda provia­mo a salire sulle ali del mito, utilizzando un solido mezzo di trasporto, la storia. Questo prodotto multimediale non è solo un libro ma un contenitore di storia, uomini, immagini e luoghi e vuole essere un’opportunità per tutti di conoscere un pezzo del nostro passato assieme ai soldati più popolari d’Italia, gli alpini.

Caporetto
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Barbero, Alessandro <1959- >

Caporetto / Alessandro Barbero

Bari [etc.] : Laterza, 2017

Cultura storica

Abstract: Da cent'anni la disfatta di Caporetto suscita le stesse domande: fu colpa di Cadorna, di Capello, di Badoglio? I soldati italiani si batterono bene o fuggirono vigliaccamente? Ma il vero problema è un altro: perché dopo due anni e mezzo di guerra l'esercito italiano si rivelò all'improvviso così fragile? L'Italia era ancora in parte un paese arretrato e contadino e i limiti dell'esercito erano quelli della nazione. La distanza sociale tra i soldati e gli ufficiali era enorme: si preferiva affidare il comando dei reparti a ragazzi borghesi di diciannove anni, piuttosto che promuovere i sergenti - contadini o operai - che avevano imparato il mestiere sul campo. Era un esercito in cui nessuno voleva prendersi delle responsabilità, e in cui si aveva paura dell'iniziativa individuale, tanto che la notte del 24 ottobre 1917, con i telefoni interrotti dal bombardamento nemico, molti comandanti di artiglieria non osarono aprire il fuoco senza ordini. Un paese retto da una classe dirigente di parolai aveva prodotto generali capaci di emanare circolari in cui esortavano i soldati a battersi fino alla morte, credendo di aver risolto così tutti i problemi. In questo libro Alessandro Barbero ci offre una nuova ricostruzione della battaglia e il racconto appassionante di un fatto storico che ancora ci interroga sul nostro essere una nazione.

L'infanzia nelle guerre del Novecento
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Maida, Bruno

L'infanzia nelle guerre del Novecento / Bruno Maida

Torino : Einaudi, 2017

Einaudi storia ; 75

Abstract: Nei disegni di guerra fatti dai bambini le strade sono molto rare e non collegano mai due luoghi. Tutto si riduce a un punto dove c'è il corpo senza vita di qualcuno oppure un veicolo brucia. Metafora di una vita sospesa, l'assenza di strade rinvia alla responsabilità degli adulti che devono costruirle e aiutare i bambini a ritrovarle. La guerra è una frattura profonda nella vita di chi ne faccia esperienza, condiziona i comportamenti successivi, sedimenta le memorie che si radicano nell'identità. Lo è ancora di più per l'infanzia per la quale, nella stratificazione delle diverse età che la compongono, la guerra coincide con il tempo della formazione, della definizione di se stessa, della costruzione di un proprio sguardo sul mondo. Che siano stati mobilitati, resi protagonisti passivi o attivi della violenza, colpiti da traumi e perdite, rimasti soli oppure, al contrario, attraversino il tempo della guerra protetti e non invasi dagli effetti più laceranti, i bambini sono stati in ogni caso sempre più coinvolti e condizionati dai conflitti armati del Novecento e gettati sulla scena fino a trasformarsi, nella seconda metà del secolo, in veri e propri combattenti. E ciò è accaduto all'interno di un paradosso: all'affermarsi e al diffondersi di un sistema di protezioni nazionali e internazionali per i civili nei contesti di guerra, con un'attenzione specifica nei confronti dei bambini, è corrisposto un progressivo e crescente coinvolgimento diretto e indiretto dell'infanzia.

Una famiglia pericolosa
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Materiale linguistico moderno

Moorehead, Caroline

Una famiglia pericolosa : la vera storia della famiglia Rosselli e della sua opposizione al fascismo di Mussolini / Caroline Moorehead

Roma : Newton Compton, 2017

I volti della storia ; 444

Abstract: La famiglia Rosselli faceva parte dell'aristocrazia intellettuale fiorentina degli inizi del Novecento. Sin dall'avvento del fascismo, Amelia, la matriarca a capo della famiglia, e i suoi due figli Carlo e Nello, si opposero al regime, prendendo posizione anche pubblicamente contro Benito Mussolini. Quando si instaurò il nuovo Stato di Polizia, i Rosselli trasformarono il loro dissenso in una resistenza attiva: i due fratelli furono brutalmente assassinati. Amelia raggiunse New York con le nuore e i bambini, grazie all'intervento di Eleanor Roosevelt in persona. La storia della famiglia Rosselli è l'affresco indelebile di un'Italia sotto il giogo del fascismo e della strenua volontà di resistenza che la dittatura non riuscì a soffocare. Un racconto lucido sul desiderio di libertà, sul colpevole silenzio di alcuni e sull'eroismo di coloro che persero la vita combattendo il regime.

Vivere e morire per l'Italia
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Materiale linguistico moderno

Bregantin, Lisa

Vivere e morire per l'Italia : i nostri ragazzi alla grande guerra / Lisa Bregantin

[Padova] : Centro studi sociali coop. r. l. Alberto Cavalletto, 2017

Quaderni di opinioni nuove notizie ; 4

Fronti d'acqua
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Materiale linguistico moderno

Fronti d'acqua / a cura di Lisa Bregantin

Treviso : Istresco, 2017

900 Veneto. La grande guerra ; 9

Penne nere, fiamme verdi
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Penne nere, fiamme verdi : dal volontariato all'anima; dalla montagna all'ardimento in grigioverde / scritti di Paolo Pozzato ... [et al.]

Vittorio Veneto : Kellermann, 2017

Iteranda ; 23 - Quaderni del CEDOS ; 7

Abstract: Degli alpini conosciamo la pazienza e la determinazione, meno noto il loro ardimento incarnato dalle Fiamme Verdi. Con la penna nera e la loro lobbia andarono al combattimento i legionari cecoslovacchi, chiamati da Masaryk a costruire la loro nuova casa, la Cecoslovacchia. Una storia emerge dagli archivi, quella del Feldkurat Edvard Stumpf, morto sul fronte dell'Isonzo. E poi il grigioverde, dalle fasce mollettiere alle mantelline, il colore della guerra italiana.

La vita era aspra
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Rudello, Giuseppe

La vita era aspra : diario di guerra dal 1916 al 1918 / di Giuseppe Rudello classe 1896

Piove di Sacco : Art & Print, 2017

Il lager dentro
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Materiale linguistico moderno

Marinello, Umberto

Il lager dentro : il cammino di sofferenza di Luigi Bozzato : Dachau, Magdeburgo, Mauthausen e Allach / Umberto Marinello ; prefazione di Mario Isnenghi

Seren del Grappa : DBS, 2016

Il 25 aprile non è scoppiata la pace
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Il 25 aprile non è scoppiata la pace : l'eccidio di Codevigo: fatti e contesto : atti del convegno "70 anni dopo l'eccidio" Piove di Sacco, 9 maggio 2015

Padova : ANPI [etc.], 2016

L'illusione della liberazione
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Callegari, Luigi <1882-1918>

L'illusione della liberazione : lettere dal fronte e dalla prigionia di Luigi Callegari (1882-1918) / di Livio Vanzetto

Treviso : ISTRESCO, 2016

Memorie silenziose : 1914-1918 ; 2

Una guerra dimenticata
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Una guerra dimenticata : da Caporetto ai profughi; dall'occupazione alla fame / scritti di Paolo Pozzato ... [et al.]

Vittorio Veneto : Kellermann, 2016

Quaderni del CEDOS ; 6

Abstract: Nell'immaginario collettivo, Caporetto è sinonimo di catastrofe. Ma non fu, come si pensa, una sola battaglia, e soprattutto portò per oltre un anno a ridisegnare i confini nazionali a Nord-Est, condizionando in maniera drammatica la vita di tante comunità. Il libro racconta le sorti dei profughi, ma anche di chi non volle o non potè fuggire.

Sentinelle di pietra
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Bregantin, Lisa - Vidale, Denis

Sentinelle di pietra : i grandi sacrari del primo conflitto mondiale / Lisa Bregantin, Denis Vidale

Castelfranco Veneto : Biblioteca dei leoni, 2016

Storia

Abstract: I sacrari appaiono oggi, immersi nel centenario della Grande Guerra, come un argomento da cui nessuno sembra potersi esimere dal discutere. Il loro significato, così come il loro mantenimento sono i punti focali del dibattito pubblico, assieme a qualche accenno rispetto ad un loro ruolo nell'economia del turismo dei luoghi dove sono sorti. Dietro tutto questo in pochi si chiedono quanti, di fatto, abbiano mai visitato questi luoghi o li abbiano anche solo osservati da qualche foto o cartolina. Se si va a fondo si scopre infatti che pochissimi li hanno presenti nelle loro tipologie architettoniche tanto discusse, mentre sono ancora meno quelli che li hanno visitati di persona. Non è solo il fattore tempo ad aver inciso in questo rarefarsi della memoria pubblica, ma anche un più complesso susseguirsi di rapporti con il passato ed il progressivo mutare della società verso forme di convivenza pubblica meno sensibili a ciò che è stato. Tuttavia l'interesse suscitato dal centenario ha riportato l'attenzione di molti verso quei soldati sepolti tra le loro pietre. Un interesse che attraversa le generazioni, che incuriosisce, che spinge a cercare il luogo dove da cent'anni riposa un proprio avo. Tutto questo riporta, anche se solo parzialmente, i sacrari in primo piano e fa emergere la necessità di vederli, o per lo meno visualizzarli nel proprio immaginario

Racconti partigiani
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Verri, Giacomo

Racconti partigiani / Giacomo Verri

Milano : Il sole 24 ore, 2016

I libri della domenica. Racconti d'autore ; 50

Abstract: "Racconti partigiani" narra la guerra di Resistenza in Valsesia, terra natale di Giacomo Verri.