Leopoldo Roman

Biografia

Riporto due citazioni di Roberto Saviano e Martin Luther King che condivido al cento per cento:
"Due sono le grandi sventure per chi vuol vivere in Italia: il talento e l'onestà. In mancanza di questi la vita è dolce in questo paese!"
"Non è grave il clamore chiassoso dei violenti, bensì il silenzio spaventoso delle persone oneste".

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Vincoli - Kent Haruf

Dopo aver letto la trilogia della pianura, con Vincoli vediamo come nasce Holt sul finire dell’ottocento e come si sviluppano tutte quelle storie e quegli ambienti che tanto ci prenderanno nei libri successivi. In Vincoli, Kent Haruf non è ancora essenziale come su Benedizione, ma già ci fa vivere intensamente la solitudine di personaggi, che diventeranno indimenticabili come la protagonista Edith o il narrante Sanders Roscoe. Ma è nella figura del violento Roy, il padre padrone di Edith, che si evince la drammatica durezza della vita nel profondo habitat rurale dei brulli ed inospitali altipiani del Colorado dove protagonisti sono sempre il vento, la polvere e la solitudine.

R: Parigi è sempre una buona idea - Nicolas Barreau

Leggere questo libro può essere veramente una buona idea in quanto ti fa entrare nel clima che si respira a Parigi, nelle sue piazzette, nei suoi boulevards, ma soprattutto in quegli intimi negozietti sciccosi, in uno dei quali si svolge la storia. Anche se non mancano le banalità e la conclusione è piuttosto scontata, il romanzo è ben scritto e la lettura scorre piacevole. Al centro del libro c’è la fiaba della tigre azzurra che è la vera protagonista del romanzo che, in definitiva, non è altro che una bella fiaba moderna.

L'orologio - Carlo Levi

Cosa distingue un buon libro da un grande libro? Il secondo lo apri a caso, leggi e trovi una descrizione di un paesaggio o di un luogo, di uno stato d’animo o di una sensazione, di un dialogo o di un pensiero, che ti incantano e ti ammaliano. In questo romanzo che si può anche definire storico perché ricostruisce, pur ricorrendo a nomi di fantasia, gli avvenimenti seguiti alla caduta nel 1945 del governo resistenziale di Parri e l’avvento al potere di Alcide De Gasperi, l’autore, che era a Roma in qualità di direttore dell’Italia Libera, il giornale del partito di Parri, descrive in modo sublime, la fine di un’illusione. Il romanzo è ambientato in soli tre giorni nei sotterranei ove aveva sede il giornale, nelle fumose stanze del potere dove si consumavano tradimenti e vendette, nei semidistrutti e tetri palazzi romani dove la vita pian piano ripartiva dopo la guerra. Ci sono delle descrizioni, come quella sui ministeri, “mondo sconosciuto, sotterraneo ed infernale” che sono inarrivabili e forse anche ancora attuali come ancora attuali sono le considerazioni sui politici “che hanno fatto rinascere vecchi partiti, vecchie idee, vecchi pregiudizi e vecchie contese e che si agitano lì attorno e diventano sempre più incomprensibili”. Irresistibile anche la suddivisione dei cittadini in due categorie: i Luigini ed i Contadini. Insomma un libro da leggere anche per capire il presente.

La bellezza sia con te - Antonia Arslan

Perle di bellezza e di saggezza con protagoniste quasi sempre delle donne generose, laboriose, coraggiose nostalgiche ed anche un po’ vagabonde. I libri di Antonia Arslan hanno sempre come sfondo la sua terra madre che è l’Armenia e come colonna sonora il genocidio del 1915, che come quello perpetrato da Hitler contro gli ebrei, rimane ancora come un nuvolone temporalesco ad inquietare la memoria ed anche il presente di un popolo mai domo.

Quando il cielo era il mare e le nuvole balene - Guido Conti

Questo scrittore per me è stato una piacevole scoperta. Appassionato e gran cultore di Zavattini ha ambientato il suo romanzo in quella magica terra che è la bassa pianura padana percorsa dal fiume Po, nei luoghi che furono immaginati e descritti anche da Guareschi e Bacchelli. La vita è dura, cruda e selvaggia nella corte ove vive Bruno e dove trascorrono come un film in bianco e nero cinquant’anni di vita italiana, dagli anni venti al dopo guerra. La scrittura è morbida ed accattivante. Non ci sono pagine che ti annoiano. E’ la storia di Bruno cresciuto dai nonni dopo la morte della mamma e l’abbandono da parte del padre, immigrato in America, che ad un certo punto ritorna instaurando con il figlio un rapporto di amore e odio. Ed è la storia degli amici di Bruno e dei vicini di Bruno, con i quali la vita si intreccia e sfocia quasi sempre in storie accattivanti e molto realiste. Ma è l’ambiente povero, isolato ed ovattato della pianura padana il vero protagonista del romanzo con lo scorrere del Po che porta con sé, prima la vita con la fecondità dell’acqua ed i commerci che si svolgono fra le due rive, poi la morte in tempo di guerra e nel 1951 con la drammatica alluvione, che segna anche il passaggio dall’adolescenza alla maturità del nostro giovane protagonista.

Il tuo sguardo illumina il mondo - Susanna Tamaro

Sempre deliziosa la scrittura della Tamaro e questa volta anche particolarmente coraggiosa, visto che parla apertamente della sua malattia che l’accompagna, praticamente da quando ne ha memoria. Mi ha colpito una descrizione che fa della sindrome di Asperger: “Dentro di me ogni mattina apparecchio una tavola. C’è molto ordine nel disporre le stoviglie, prima il piatto, poi il bicchiere, il pane, le posate ai lati, in mezzo al tavolo la brocca dell’acqua, magari vicino un piccolo vaso con un fiore. Poi qualcuno, all’improvviso, dà un violento strattone alla tovaglia e tutto vola a terra con gran frastuono di metallo cocci e vetri.” Grande letteratura che potrebbe essere utilizzata anche come descrizione dei sintomi della malattia in un'enciclopedia medica. Il libro è idealmente scritto a quattro mani in memoria dell’amico poeta Pierluigi Cappello, morto prematuramente e del quale riporta alcuni brani ed alcune poesie. E’ un ripercorrere la loro vita e la loro amorevole amicizia, ricca di momenti emotivamente intensi, ma anche difficili per la loro fragile condizione umana.

Il presidente è scomparso - di Bill Clinton e James Patterson

La maestria di Patterson, unita all’esperienza diretta di Clinton, hanno generato un thriller avvincente, interessante e, naturalmente, verosimile. Viene immaginato il più pericoloso attacco di cyberterrorismo che abbia mai minacciato gli Stati Uniti. Gli ingredienti ci sono tutti, spionaggio, controspionaggio, intrecci internazionali, tradimenti, clamorosi colpi di scena. Protagonista assoluto e solitario, il presidente Duncan che, pur ammalato, deve gestire in primis la delicata situazione, facendo delle scelte a volte difficili e dolorose. A parte la storia, è molto interessante anche la descrizione dei vari protocolli cui deve sottoporsi un presidente degli Stati Uniti, praticamente in ogni situazione di emergenza e gli ambienti in cui si sviluppa l’azione. Da leggere anche per alcune considerazioni politiche finali, sempre molto attuali, per la parte che riguarda specialmente la protezione dagli hacher del sistema elettorale.

R: Resto qui - Marco Balzano

Chiunque sia passato per il passo di Resia non può essere rimasto insensibile al magico fascino che sprigiona quel campanile, che svetta solitario in mezzo alle acque del lago. A me ha evocato un passato di tragedie: quello di tanta gente, che in nome del progresso ha dovuto in poco tempo abbandonare radici, affetti e qualcuno anche la vita. Ebbene Marco Balzano ha ricostruito incredibilmente bene quella vicenda storica che però, e state bene attenti, non è la protagonista vera del romanzo, che è invece la storia di Trina, una ragazza del posto, sognatrice, ribelle, istruita, ma legata indissolubilmente alla sua terra che non ha mai voluto abbandonare. Un difficile rapporto con il figlio nazista; tanta nostalgia per una figlia fuggita lontano cui inevitabilmente “pensa senza pensarla” ed alla quale scrive una lettera immaginaria, che è poi il romanzo; un marito che conduce una lotta solitaria contro l’invasione della diga, dopo aver trascorso come disertore di una guerra, nella quale non credeva né prima né dopo l’8 settembre, un lungo periodo sulle montagne, peraltro assieme a Trina. Il tutto inserito nella difficile convivenza fra italiani, spesso d’importazione fascista, e nativi di lingua madre tedesca, non tutti simpatizzanti di Adolf. Insomma un bel libro da leggere ed anche rileggere e che, per me, meritava di vincere il premio Strega.

Le assaggiatrici - Rosella Postorino

Fino a poco più della metà pensavo di trovarmi di fronte, non dico ad un romanzo perfetto, ma sicuramente ad una bella novità nell’ambito del panorama letterario italiano. Un Premio Campiello 2018 meritato per un romanzo originale, ben scritto e storicamente documentato. Peccato che nella parte finale invece dell’apoteosi, si sia dissolto in una conclusione che lascia stupiti per la sorpresa, ma delusi per la sospensione di quello che è stato il leitmotiv della storia: la relazione della protagonista con l’ufficiale delle SS. Era amore? Era solo sesso? Mah, saperlo! Insistere poi sulle devastanti conseguenze di questo immaginario rapporto con Hitler soltanto perché assaggiavano il cibo a lui destinato per evitare avvelenamenti, senza mai nemmeno avere avuto l’opportunità di vederlo, è stato un tentativo per dare spessore politico alla storia. In realtà il problema principale era semplicemente la paura di morire avvelenata. Comunque un romanzo che merita di essere letto.

L'ultima patria - Matteo Righetto

Anche questo secondo libro della Trilogia della patria mi è piaciuto molto perché ricostruisce con realismo la situazione che c’era nella valle del Brenta alla fine del diciannovesimo secolo. Un periodo in cui gli indigeni abbandonavano le terre alte e le lavorazioni del tabacco sulle masiere, per emigrare in cerca di fortuna verso la “Merica”. Jole, la protagonista del romanzo, è vittima di un triste destino. Rimasta sola dopo l’uccisione dei genitori ad opera di due sbandati della valle e per il ritiro in un convento della sorella Antonia presso la quale ha ricoverato anche il fratello ammalato, Jole cerca la vendetta. Ma non è la trama, abbastanza prevedibile, il punto forte di questo romanzo, quanto la descrizione dei luoghi rudi e selvaggi, delle situazioni drammatiche delle famiglie e dei sentimenti di una donna mai doma, che non vuol lasciarsi travolgere dagli avvenimenti ed essere protagonista del proprio destino. Molto interessante, anche perché di grande attualità, 120 anni dopo, la descrizione di come vivevano, anzi di come soffrivano l’abbandono della propria terra i nostri antenati di allora.

Acque del nord - Ian McGuire

Bel thriller d’avventura ambientato nella seconda metà del secolo diciannovesimo a nord della Baia di Baffin, nel mondo di Moby Dick. Avvincente, fluido, ricco di violenza e colpi di scena, ovviamente anche molto fantasioso, mi ha deluso solo nel finale un po’ troppo scontato e prevedibile.

Il paziente inglese - Michael Ondaatje

Capire se il paziente inglese è veramente inglese o no, è il leitmotiv di questo romanzo ambientato in una villa toscana, diroccata dalle bombe della seconda guerra mondiale, dove, più o meno casualmente, si incontrano e si intrecciano le storie parallele dei quattro protagonisti. Hana l’infermiera canadese, che assiste il presunto pilota d’areo inglese recuperato nel deserto, bruciato ed irriconoscibile, dopo un incidente. Caravaggio il ladro italo canadese legato ai servizi segreti e lì giunto sulle tracce della sospetta spia ritenuta un informatore tedesco e l’artificiere Kip, di origine Sikh. Tutti e tre, più o meno consapevolmente, innamorati di Hana e da Hana, più o meno consciamente, corrisposti. Amori platonici però, anzi criptici, chiaramente destinati però a rimanere tali. Un libro che non mi ha entusiasmato perché gli intrecci delle storie a volte confondono ed anche perché c’è confusione nei tempi.

Veloce come la notte - Jonathan Ames

Dico solo che Charles Bukowski in confronto è una semplice educanda.
Veloce come i rapporti sessuali, scritti ed orali, che il protagonista ha intessuto nelle sue notti frenetiche ed alquanto improvvisate, a New York.

La famiglia Karnowski - I.J. Singer

E’ la storia di tre generazioni di ebrei, dal 1860 al 1940, ambientata prima nella bigotta Polonia, poi nella laica Berlino e infine nella libera New York. Scritta magistralmente da Israel J. Singer, fratello di Isaac, premio Nobel per la letteratura del 1978 (che famiglia, visto che anche la sorella Esther, ha scritto un paio di capolavori!), la vicenda scorre avvincente immedesimandoti in quegli ambienti ricchi di tradizioni, contraddizioni e sofferenze, quest’ultime soprattutto dopo l’ascesa del nazismo e l’istituzione delle leggi razziali. I personaggi protagonisti, David, Georg e Jegor, rispettivamente nonno, padre e nipote, personificano tre generazioni in conflitto fra loro. La prima, tradizionalista al massimo è rigida nel rispetto di una certa etica ebrea ed è poco disponibile all’integrazione con i “gentili” pur ricercandoli per ricavarne tutti i vantaggi immaginabili in termini economici e di elevazione di ceto. La generazione intermedia è invece disponibile al compromesso tanto che Georg, divenuto un chirurgo affermato, sposerà, contro il parere del padre, una tedesca. C’è poi l’ultima, quella che più soffrirà per la segregazione razziale e che sarà costretta a emigrare in America. E’ però nella descrizione dei tormenti di Jegor, che fino alle ultime pagine rifiuta di accettare la sua condizione di mezzosangue, lui che vorrebbe tanto essere biondo e con gli occhi azzurri, che il romanzo tocca dei momenti che sono struggenti, con descrizioni di situazioni che ti lasciano veramente esterrefatto. Capisci veramente quale cancro sia stata la shoa, specialmente per i più giovani.

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