Leopoldo Roman

Biografia

Riporto due citazioni di Roberto Saviano e Martin Luther King che condivido al cento per cento:
"Due sono le grandi sventure per chi vuol vivere in Italia: il talento e l'onestà. In mancanza di questi la vita è dolce in questo paese!"
"Non è grave il clamore chiassoso dei violenti, bensì il silenzio spaventoso delle persone oneste".

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Il presidente è scomparso - di Bill Clinton e James Patterson

La maestria di Patterson, unita all’esperienza diretta di Clinton, hanno generato un thriller avvincente, interessante e, naturalmente, verosimile. Viene immaginato il più pericoloso attacco di cyberterrorismo che abbia mai minacciato gli Stati Uniti. Gli ingredienti ci sono tutti, spionaggio, controspionaggio, intrecci internazionali, tradimenti, clamorosi colpi di scena. Protagonista assoluto e solitario, il presidente Duncan che, pur ammalato, deve gestire in primis la delicata situazione, facendo delle scelte a volte difficili e dolorose. A parte la storia, è molto interessante anche la descrizione dei vari protocolli cui deve sottoporsi un presidente degli Stati Uniti, praticamente in ogni situazione di emergenza e gli ambienti in cui si sviluppa l’azione. Da leggere anche per alcune considerazioni politiche finali, sempre molto attuali, per la parte che riguarda specialmente la protezione dagli hacher del sistema elettorale.

R: Resto qui - Marco Balzano

Chiunque sia passato per il passo di Resia non può essere rimasto insensibile al magico fascino che sprigiona quel campanile, che svetta solitario in mezzo alle acque del lago. A me ha evocato un passato di tragedie: quello di tanta gente, che in nome del progresso ha dovuto in poco tempo abbandonare radici, affetti e qualcuno anche la vita. Ebbene Marco Balzano ha ricostruito incredibilmente bene quella vicenda storica che però, e state bene attenti, non è la protagonista vera del romanzo, che è invece la storia di Trina, una ragazza del posto, sognatrice, ribelle, istruita, ma legata indissolubilmente alla sua terra che non ha mai voluto abbandonare. Un difficile rapporto con il figlio nazista; tanta nostalgia per una figlia fuggita lontano cui inevitabilmente “pensa senza pensarla” ed alla quale scrive una lettera immaginaria, che è poi il romanzo; un marito che conduce una lotta solitaria contro l’invasione della diga, dopo aver trascorso come disertore di una guerra, nella quale non credeva né prima né dopo l’8 settembre, un lungo periodo sulle montagne, peraltro assieme a Trina. Il tutto inserito nella difficile convivenza fra italiani, spesso d’importazione fascista, e nativi di lingua madre tedesca, non tutti simpatizzanti di Adolf. Insomma un bel libro da leggere ed anche rileggere e che, per me, meritava di vincere il premio Strega.

Le assaggiatrici - Rosella Postorino

Fino a poco più della metà pensavo di trovarmi di fronte, non dico ad un romanzo perfetto, ma sicuramente ad una bella novità nell’ambito del panorama letterario italiano. Un Premio Campiello 2018 meritato per un romanzo originale, ben scritto e storicamente documentato. Peccato che nella parte finale invece dell’apoteosi, si sia dissolto in una conclusione che lascia stupiti per la sorpresa, ma delusi per la sospensione di quello che è stato il leitmotiv della storia: la relazione della protagonista con l’ufficiale delle SS. Era amore? Era solo sesso? Mah, saperlo! Insistere poi sulle devastanti conseguenze di questo immaginario rapporto con Hitler soltanto perché assaggiavano il cibo a lui destinato per evitare avvelenamenti, senza mai nemmeno avere avuto l’opportunità di vederlo, è stato un tentativo per dare spessore politico alla storia. In realtà il problema principale era semplicemente la paura di morire avvelenata. Comunque un romanzo che merita di essere letto.

L'ultima patria - Matteo Righetto

Anche questo secondo libro della Trilogia della patria mi è piaciuto molto perché ricostruisce con realismo la situazione che c’era nella valle del Brenta alla fine del diciannovesimo secolo. Un periodo in cui gli indigeni abbandonavano le terre alte e le lavorazioni del tabacco sulle masiere, per emigrare in cerca di fortuna verso la “Merica”. Jole, la protagonista del romanzo, è vittima di un triste destino. Rimasta sola dopo l’uccisione dei genitori ad opera di due sbandati della valle e per il ritiro in un convento della sorella Antonia presso la quale ha ricoverato anche il fratello ammalato, Jole cerca la vendetta. Ma non è la trama, abbastanza prevedibile, il punto forte di questo romanzo, quanto la descrizione dei luoghi rudi e selvaggi, delle situazioni drammatiche delle famiglie e dei sentimenti di una donna mai doma, che non vuol lasciarsi travolgere dagli avvenimenti ed essere protagonista del proprio destino. Molto interessante, anche perché di grande attualità, 120 anni dopo, la descrizione di come vivevano, anzi di come soffrivano l’abbandono della propria terra i nostri antenati di allora.

Acque del nord - Ian McGuire

Bel thriller d’avventura ambientato nella seconda metà del secolo diciannovesimo a nord della Baia di Baffin, nel mondo di Moby Dick. Avvincente, fluido, ricco di violenza e colpi di scena, ovviamente anche molto fantasioso, mi ha deluso solo nel finale un po’ troppo scontato e prevedibile.

Il paziente inglese - Michael Ondaatje

Capire se il paziente inglese è veramente inglese o no, è il leitmotiv di questo romanzo ambientato in una villa toscana, diroccata dalle bombe della seconda guerra mondiale, dove, più o meno casualmente, si incontrano e si intrecciano le storie parallele dei quattro protagonisti. Hana l’infermiera canadese, che assiste il presunto pilota d’areo inglese recuperato nel deserto, bruciato ed irriconoscibile, dopo un incidente. Caravaggio il ladro italo canadese legato ai servizi segreti e lì giunto sulle tracce della sospetta spia ritenuta un informatore tedesco e l’artificiere Kip, di origine Sikh. Tutti e tre, più o meno consapevolmente, innamorati di Hana e da Hana, più o meno consciamente, corrisposti. Amori platonici però, anzi criptici, chiaramente destinati però a rimanere tali. Un libro che non mi ha entusiasmato perché gli intrecci delle storie a volte confondono ed anche perché c’è confusione nei tempi.

Veloce come la notte - Jonathan Ames

Dico solo che Charles Bukowski in confronto è una semplice educanda.
Veloce come i rapporti sessuali, scritti ed orali, che il protagonista ha intessuto nelle sue notti frenetiche ed alquanto improvvisate, a New York.

La famiglia Karnowski - I.J. Singer

E’ la storia di tre generazioni di ebrei, dal 1860 al 1940, ambientata prima nella bigotta Polonia, poi nella laica Berlino e infine nella libera New York. Scritta magistralmente da Israel J. Singer, fratello di Isaac, premio Nobel per la letteratura del 1978 (che famiglia, visto che anche la sorella Esther, ha scritto un paio di capolavori!), la vicenda scorre avvincente immedesimandoti in quegli ambienti ricchi di tradizioni, contraddizioni e sofferenze, quest’ultime soprattutto dopo l’ascesa del nazismo e l’istituzione delle leggi razziali. I personaggi protagonisti, David, Georg e Jegor, rispettivamente nonno, padre e nipote, personificano tre generazioni in conflitto fra loro. La prima, tradizionalista al massimo è rigida nel rispetto di una certa etica ebrea ed è poco disponibile all’integrazione con i “gentili” pur ricercandoli per ricavarne tutti i vantaggi immaginabili in termini economici e di elevazione di ceto. La generazione intermedia è invece disponibile al compromesso tanto che Georg, divenuto un chirurgo affermato, sposerà, contro il parere del padre, una tedesca. C’è poi l’ultima, quella che più soffrirà per la segregazione razziale e che sarà costretta a emigrare in America. E’ però nella descrizione dei tormenti di Jegor, che fino alle ultime pagine rifiuta di accettare la sua condizione di mezzosangue, lui che vorrebbe tanto essere biondo e con gli occhi azzurri, che il romanzo tocca dei momenti che sono struggenti, con descrizioni di situazioni che ti lasciano veramente esterrefatto. Capisci veramente quale cancro sia stata la shoa, specialmente per i più giovani.

La strada di Swann - Marcel Proust

Quando la scrittura diventa armonia. Non c’è pagina, non c’è descrizione, non c’è situazione che non sia poesia. Questo primo, dei sette libri della “Recherche”, descrive i ricordi del piccolo Marcel a Combray dove ha conosciuto Swann, protagonista di questa prima parte assieme alla sua incontrollabile amante Odette, poi divenuta moglie infedele, e la loro figlia Gilbert della quale Marcel s’innamora, ma non viene corrisposto. Non c’è continuità nel racconto perché i ricordi vanno e vengono. Ma sono proprio queste amnesie, questa discontinuità della memoria, i momenti più alti di questo capolavoro letterario. “Partito per raccontare l’esperienza della propria vita, si è trovato a poco a poco a investire altri domini ed a trasformare la realtà in una filosofia dell’esistenza”, ha scritto in una recensione Giovanni Raboni. L’opera oggetto di studio di psicanalisti e di psicologi, è caratterizzata da altissimi momenti di scrittura. Ci sono descrizioni fantastiche. Oltre a quelle celeberrime dei paesaggi francesi, quelle indimenticabili di alcune nature morte in interni. In particolare quella del mazzo d’asparagi sul tavolo, che è sublime. Vi risulteranno poi indimenticabili, l’incipit che è uno dei più famosi della letteratura mondiale e il finale della seconda parte “Un amore di Swann”, che è veramente sconcertante nella sua secca semplicità. Se qualche volta l’estenuante meticolosità di Proust nel descrivere praticamente ogni dettaglio ed ogni stato d’animo, vi porta quasi all’esasperazione, tenete duro perché ne vale la pena.

Origin - Dan Brown

E’ il primo romanzo di Dan Brown che leggo e non sarà l’ultimo. Mi è piaciuto molto sia per la descrizione degli ambienti, che per l’argomento trattato e la trama. Lo scrittore ha dimostrato di essersi molto ben preparato, frequentando ambienti di alto livello (lo si deduce anche dai ringraziamenti finali). Pur essendo un romanzo di fantasia con una trama e personaggi completamente inventati, appare molto verosimile e potrebbe anche anticipare una realtà non molto lontana nel tempo. E’ infatti l’intelligenza artificiale la vera protagonista del romanzo, quella che in futuro potrebbe darci le risposte alle due domande che sono il leitmotiv della narrazione. Da dove veniamo? Dove andiamo?

Tutto è possibile - Elizabeth Strout

Il giorno in cui comprenderemo che la vita nelle campagne del Midwest è affascinante soltanto nei romanzi di chi la racconta, sarà sempre troppo tardi per rinnegare il mito della provincia americana. Anche i personaggi protagonisti di questi racconti, marginalmente collegati fra loro, per dar l’impressione del romanzo, sono, appunto, di un altro continente. Soli, freddi, isolati, strambi, patetici, psicologicamente instabili. Non mi riesce di amarli. Certo che Elisabeth Strout li descrive magistralmente, ma le storie che ci sono dietro sono abbastanza banali e scontate.

Madame Bovary - Gustave Flaubert

Madame Bovary non è un romanzo d’amore come pensavo, ma introspettivo. Ogni personaggio quando Flaubert scrive di lui, diventa anche protagonista, tanta è la bravura, la precisione e la profondità nel descriverlo nell’aspetto, negli atteggiamenti e nell’interiorità. Oltre ad Emma e Charles hanno un ruolo di primo piano gli amanti, il farmacista, il commerciante usuraio, i genitori. Perfino un commesso storpio ed un mendicante cieco riescono a ritagliarsi la loro fetta di celebrità. Anche la descrizione dei luoghi è ricca, realista e suggestiva. A volte allineata al profilo psicologico delle persone. Che dire della storia? Lineare e scontata, ma non per questo non ti prende il cuore e la mente. Tutto sommato trovo il complesso e disarmante profilo psicologico di Emma abbastanza attuale, nonostante siano trascorsi oltre 150 anni dalla sua ideazione. Idem per quello di Charles, le cui contraddizioni trovi in molti profili di persone che assurgono alle cronache dei nostri giorni. La bellezza dei classici è appunto quella di essere sempre attuali.

Le cose crollano - Chinua Achebe

Nel 2002 questo libro è stato inserito nella lista dei 100 migliori libri di tutti i tempi compilata dalla Norwegian Book Club. Parla degli Igbo, una delle principali etnie africane, ben radicata in Nigeria dove è ambientato questo romanzo nei primi anni del ventesimo secolo. Descrivendo la vita e le imprese del guerriero Okonkwo, un coraggioso capo di varie tribù, lo scrittore africano ci fa vivere l’epopea che ha segnato per il suo popolo il passaggio di civiltà determinato dalla colonizzazione dei bianchi. Un passaggio che è stato traumatico soprattutto per chi, come il nostro protagonista non ha voluto accettarlo portando il suo rifiuto fino alle estreme conseguenze. Con una scrittura semplice e lineare Chinua Achebe ci fa molto riflettere su cosa sia giusto e cosa sia sbagliato, ma lasciando al lettore le conclusioni. L’impatto con i bianchi, che hanno portato la cosiddetta civiltà è stato devastante, ma va detto che le loro tradizioni lo erano altrettanto. Molti erano gli esclusi sia per motivi di casta che semplicemente per delle superstizioni. Come si legge nella nota finale del traduttore “il colonialismo in Africa ha frantumato molte cose, ma ha creato grandi unità dove prima ce n’erano di piccole e frammentarie; ha unito molte genti che prima procveedevano per vie separate”.

L'anima della frontiera - Matteo Righetto

Ho letto questo libro con il recondito desiderio di rivivere l’ambiente della storia di Tonle, ripercorrendo i suoi sentieri fra le masiere del canale del Brenta e le scogliere del Monte Grappa. Una storia di confine, di contrabbandieri, di povertà, di delitti commessi e desiderati. Naturalmente la bravura di Mario Rigoni Stern è irraggiungibile come pure le sue poetiche descrizioni, ma devo dire che Matteo Righetto non mi ha deluso. La storia di Augusto e di sua figlia Jole mi ha appassionato al punto giusto. L’ambientazione è realistica, come pure i personaggi. Mi ha particolarmente colpito la malvagità di alcuni protagonisti secondari quali il ricettatore ed il carbonaio, peraltro caratteristica di quegli ambienti e di quell’epoca (fine ottocento). Non lo definerei però un western letterario come potrebbe sembrare dalla copertina e come indicato in prefazione. Con la frontiera americana quella italo-austriaca non aveva nulla da spartire.

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