Creato il 14/01/2018 10:25pm

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Trovati 177 documenti.

Il tatuatore di Auschwitz
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Materiale linguistico moderno

Morris, Heather

Il tatuatore di Auschwitz / Heather Morris ; traduzione di Stefano Beretta

Milano : Garzanti, 2018

Narratori moderni

  • Copie totali: 13
  • A prestito: 10
  • Prenotazioni: 18

Abstract: Il cielo di un grigio sconosciuto incombe sulla fila di donne. Da quel momento in poi sarà solo una sequenza inanimata di numeri tatuata sul braccio. Ad Auschwitz Lale, ebreo come loro, è l'artefice di quell'orrendo compito. Lavora a testa bassa per non vedere un dolore così simile al suo. Quel giorno però Lale alza lo sguardo un solo istante. Ed è allora che incrocia due occhi che in quel mondo senza colori nascondono un intero arcobaleno. Il suo nome è Gita. Un nome che Lale non può più dimenticare. Perché Gita diventa la sua luce in quel buio infinito. La ragazza racconta poco di sè, come se non essendoci un futuro non avesse senso nemmeno il passato. Eppure sono le emozioni a parlare per loro. Sono i piccoli momenti rubati a quella assurda quotidianità ad avvicinarli. Ma dove sono rinchiusi non c'è posto per l'amore. Dove si combatte per un pezzo di pane e per salvare la propria vita, l'amore è un sogno ormai dimenticato. Non per Lale e Gita che sono pronti a tutto per nascondere e proteggere quello che hanno. E quando il destino vuole separarli nella gola rimangono strozzate quelle parole che hanno solo potuto sussurrare. Parole di un domani insieme che a loro sembra precluso. Dovranno lottare per poterle dire di nuovo. Dovranno crederci davvero per urlarle finalmente in un abbraccio. Senza più morte e dolore intorno. Solo due giovani e la loro voglia di stare insieme. Solo due giovani più forti della malvagità del mondo.

Ti scrivo da Auschwitz
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Materiale linguistico moderno

Lehman, Ellis - Bitran, Shulamith

Ti scrivo da Auschwitz / Ellis Lehman e Shulamith Bitran ; traduzione dal nederlandese di Laura Pignatti

Nuova ed.

Milano : Piemme, 2018

Piemme voci

  • Copie totali: 2
  • A prestito: 1
  • Prenotazioni: 2

Abstract: Ellis e Bernie sono ebrei, vivono vicino all'Aia e si amano con l'urgenza dei loro 17 anni. Hanno molti progetti, di cui uno banale ma più pressante di tutti: stare insieme per sempre. L'occupazione nazista dei Paesi Bassi, nel 1942, rende folle la banalità. In breve diventa troppo pericoloso per gli ebrei restare in città. Umiliati da una stella gialla sul petto, devono consegnare le biciclette e rinunciare a frequentare le scuole e i locali pubblici. Senza contare le temute convocazioni per la Polonia, che gli ebrei cominciano a ricevere. Ufficialmente per andare a lavorare, ma nessuno ci crede. I genitori di Ellis decidono di nascondersi in una località sperduta nella brughiera. Bernie invece resta per aiutare la sua gente. I due ragazzi si promettono di tenere ciascuno un diario, da consegnare all'altro alla fine della guerra. Si danno inoltre appuntamento per ritrovarsi, di martedì alle quattro del pomeriggio, sulla panchina del loro primo bacio. Passato il pericolo, Ellis si presenta più volte all'appuntamento, ma di Bernie nessuna tr?accia. Finché tre anni dopo la loro separazione, proprio nel giorno del suo matrimonio, Ellis riceve un pacchetto che, a giudicare dall'aspetto logoro, deve aver fatto molta strada. Quando lo apre, si sente mancare. Sono i diari di Bernie. Ci vorranno più di sessant'anni prima che Ellis abbia il coraggio di leggerli e di unirli ai suoi. E finalmente il loro abbraccio vincerà la storia.

Sei campi
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Materiale linguistico moderno

Fantlová, Zdenka

Sei campi : [sopravvissuta a Terezín, Auschwitz, Kurzbach, Gross-Rosen, Mauthausen, Bergen-Belsen] / Zdenka Fantlová ; traduzione di Ilaria Katerinov

Milano : Tre60, 2018

Non fiction Tre60

  • Copie totali: 1
  • A prestito: 1
  • Prenotazioni: 2

Abstract: Quando i tedeschi occupano la Boemia e la Moravia, nel marzo 1939, Zdenka Fantlová ha 17 anni. Nonostante le discriminazioni che i nazisti impongono da subito agli ebrei, cerca di vivere normalmente la sua vita. Fino a quando il padre viene deportato a Buchenwald: Zdenka non lo rivedrà più. Nel 1942 viene deportata, insieme alla famiglia e al fidanzato Arno, a Terezín, un campo di concentramento a nord-ovest di Praga. Mentre Arno viene spedito in un campo a est, Zdenka vi rimane fino al 1944, quando viene «trasferita» ad Auschwitz: lei e la sorella Lydia sopravvivono alle selezioni, la madre no. Ma a questo punto le sorti della guerra si sono ribaltate, i russi incalzano e cominciano le terribili «marce della morte» verso ovest. Zdenka e Lydia transitano così da Kurzbach e poi dal famigerato campo di Gross-Rosen. E poi sono di nuovo «spostate» a Mauthausen e infine a Bergen-Belsen. Qui, dopo la morte della sorella, Zdenka viene infine liberata dagli inglesi, unica sopravvissuta della sua famiglia. Oggi, a 95 anni, Zdenka è impegnata a portare la sua testimonianza in giro per il mondo, perché tutto ciò che lei ha vissuto non sia dimenticato.

La ragazza dei fiori di vetro
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Materiale linguistico moderno

Mazzeo, Tilar J.

La ragazza dei fiori di vetro / Tilar J. Mazzeo ; traduzione di Elena Cantoni

[Milano] : Piemme, 2017

Piemme voci

  • Copie totali: 6
  • A prestito: 5
  • Prenotazioni: 1

Abstract: Irena era terrorizzata. In tutta la Polonia non c'era un posto più spaventoso di quello dove la stavano portando: il quartier generale della Gestapo a Varsavia, e lei lo sapeva. Sapeva cosa la aspettava, e si chiedeva se ce l'avrebbe fatta a reggere alla tortura. Doveva farcela, troppe vite dipendevano da lei. I suoi compagni della rete clandestina, il suo amato Adam, anch'egli nella Resistenza, tutte le famiglie e i religiosi polacchi che collaboravano. E soprattutto i 2.500 bambini che aveva nascosto sotto falso nome un po' ovunque, da quando i nazisti avevano istituito il ghetto di Varsavia. Non doveva cedere, anche per quei genitori che glieli avevano affidati, fidandosi di lei, accettando che venissero battezzati e cambiassero nome pur di salvarli. Ora che stava per varcare quella porta, sperava che il coraggio non l'abbandonasse.

Bambino n° 30529
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Materiale linguistico moderno

Weinberg, Felix Jiri

Bambino n° 30529 : deportato a soli 12 anni e sopravvissuto a cinque campi di concentramento : una storia vera / Felix Weinberg

Roma : Newton Compton, 2017

  • Copie totali: 3
  • A prestito: 2
  • Prenotazioni: 0

Abstract: Felix aveva tutto nel suo paese natio, la Cecoslovacchia: una famiglia felice e abbiente, un'infanzia serena. A dodici anni, però, il suo mondo va in pezzi: il padre fugge in Inghilterra, nella speranza di potersi rifare una vita con la sua famiglia. Ma il piccolo Weinberg, i fratelli e la madre non fanno in tempo a raggiungerlo: saranno catturati dai nazisti e inizierà il loro drammatico calvario nei campi di concentramento. Felix sopravvivrà addirittura a cinque lager, tra cui Terezín, Auschwitz e Birkenau, nonché alla terribile "marcia della morte" per essere trasferito da un campo all'altro. Dopo essere stato deportato per l'ultima volta a Buchenwald, riuscirà finalmente a tornare in libertà e a riabbracciare suo padre, dopo cinque anni di orrore. Quella di Felix Weinberg è una storia raccontata attraverso gli occhi puri di un bambino, senza risparmiare alcun dettaglio, nemmeno il più doloroso.

Treno di vita
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Materiale linguistico moderno

Holden, Wendy <1961- >

Treno di vita : [la straordinaria storia di tre bambini a Mauthausen] / Wendy Holden ; traduzione di Annalisa Carena

Milano : Piemme, 2017

  • Copie totali: 1
  • A prestito: 1
  • Prenotazioni: 0

Abstract: Sconosciute l'una all'altra ma accomunate dallo stesso destino, tre donne sono scampate alla morte e alla follia di Mengele ad Auschwitz riuscendo miracolosamente a nascondere di essere incinte. Costrette ai lavori forzati in una fabbrica di armi vicino a Dresda, e poi stipate con altre migliaia di vittime sul treno della morte diretto a Mauthausen, riescono a difendere caparbiamente la vita che portano in grembo. Una di loro dà alla luce una femmina appena prima del viaggio, un'altra un maschietto sul treno in condizioni disumane, e la terza varcando il cancello del campo. Luogo di nascita Mauthausen, riportano i certificati di nascita dei tre neonati. Tramontate le tenebre della guerra, per oltre sessant'anni ognuno dei tre bambini, ormai cresciuti, crede di essere l'unico uscito vivo dall'inferno in quelle condizioni. Ma le sorprese nella loro incredibile storia non sono ancora finite.

L'ultimo bambino di Auschwitz
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Materiale linguistico moderno

Mandić, Oleg <1933- >

L'ultimo bambino di Auschwitz / Oleg Mandić ; a cura di Roberto Covaz

Pordenone : Biblioteca dell'immagine, 2016

Chaos ; 174

  • Copie totali: 1
  • A prestito: 1
  • Prenotazioni: 0

Abstract: Il 27 gennaio del 1945 l'Armata Rossa liberò gli ultimi prigionieri di Auschwitz. Tra loro c'era la famiglia Mandic, nonna, mamma e Oleg di 12 anni: lasciarono il campo alle ore 12 del due marzo 1945. Oleg fu l'ultimo bambino a uscire da Auschwitz. Questa è la sua storia. Una testimonianza forte e struggente, dalla voce di quel bambino divenuto uomo. Un libro per non dimenticare cosa fu l'Olocausto.

Non restare indietro
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Materiale linguistico moderno

Greppi, Carlo

Non restare indietro / Carlo Greppi

Milano : Feltrinelli, 2016

Feltrinelli kids

  • Copie totali: 11
  • A prestito: 4
  • Prenotazioni: 0

Abstract: Quel lunedì di gennaio in cui Francesco, protetto solo dal cappuccio della sua felpa, sale le scale a falcate di tre gradini e si infila appena in tempo nella III C della Scuola Nuova, non è un giorno come un altro. I suoi, senza neanche dirglielo, l'hanno iscritto a un viaggio. E non a uno qualunque, ma a un viaggio "per non dimenticare" in Polonia, ad Auschwitz. Ce la farà, ad affrontarlo? Cosa penseranno di lui i compagni di calcio e quelli della Vecchia Scuola? Cosa dirà Kappa, il suo migliore amico che si fa chiamare così - K. - perché è il tag con cui sta tappezzando i muri del quartiere? Tra grida di rabbia e momenti di spaesamento, tra partite di calcio e sere passate sulle panchine, tra domande sul senso della storia e altre sul senso della vita, Francesco dovrà entrare in contatto con le proprie emozioni e con quelle degli altri, e fare i conti con il suo dolore. Guardando nel buio più profondo del passato, questi ragazzi cercheranno un modo per immaginarsi grandi, insieme proveranno a capire e affrontare la Storia. Quella con la maiuscola, e quella che viviamo tutti i giorni: perché bisogna stare attenti se si vuole pensare al futuro - a non restare indietro. Età di lettura: da 13 anni.

La sarta di Dachau
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Materiale linguistico moderno

Chamberlain, Mary

La sarta di Dachau / Mary Chamberlain ; traduzione di Alba Mantovani

Milano : Garzanti, 2016

Narratori moderni

  • Copie totali: 34
  • A prestito: 13
  • Prenotazioni: 0

Abstract: Londra, 1939. Ada Vaughan non ha ancora compiuto diciotto anni quando capisce che basta un sogno per disegnare il proprio destino. E il suo è quello di diventare una sarta famosa, aprire una casa di moda, realizzare abiti per le donne più eleganti della sua città. Ha da poco cominciato a lavorare presso una sartoria in Dover Street, e la vita sembra sorriderle. Un viaggio imprevisto a Parigi le fa toccare con mano i confini del suo sogno. Ma la guerra allunga la sua ombra senza pietà. Ada è intrappolata in Francia, senza la possibilità di ritornare a casa. Senza soldi, senza un rifugio, Ada non ha colpe, se non quella di trovarsi nel posto sbagliato. Ma i soldati nazisti non si fermano davanti a niente. Viene deportata nel campo di concentramento di Dachau. Lì, dove il freddo si insinua senza scampo fino in fondo alle ossa, circondata da occhi vuoti per la fame e la disperazione, Ada si aggrappa all'unica cosa che le rimane, il suo sogno. La sua abilità con ago e filo le permette di lavorare per la moglie del comandante del campo. Gli abiti prodotti da Ada nei lunghi anni di prigionia sono sempre più ricercati. La sua fama travalica le mura di Dachau e arriva fino alle più alte gerarchie naziste. Le viene commissionato un abito che dovrà essere il più bello che abbia mai confezionato. Un vestito da sera nero, con una rosa rossa. Ma Ada non sa che quello che le sue mani stanno creando non è un abito qualsiasi. Sarà l'abito da sposa di Eva Braun, l'amante del Führer...

La verità negata
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Materiale linguistico moderno

Lipstadt, Deborah E.

La verità negata : la mia battaglia in tribunale contro chi ha negato l'olocausto / Deborah Lipstadt

Milano : Mondadori, 2016

Le scie

  • Copie totali: 2
  • A prestito: 1
  • Prenotazioni: 0

Abstract: La verità negata ricostruisce il celebre processo che, all'inizio del 2000, vide contrapporsi nell'aula di un tribunale britannico lo storico David Irving e Deborah Lipstadt, studiosa dell'Olocausto e docente presso la Emory University di Atlanta. Sulla base di prove incontestabili, Lipstadt aveva definito Irving un «negazionista» e per questo era stata chiamata a difendersi dall'accusa di diffamazione. Eppure, nei suoi libri Irving aveva più volte messo in dubbio l'esistenza di un qualsivoglia progetto di sterminio: a suo dire, gli ebrei morti nei campi di concentramento erano stati uccisi dal tifo o da qualche altra malattia, Hitler non era il responsabile della Soluzione finale e, soprattutto, non esistevano camere a gas ad Auschwitz. Nonostante questo, Irving godeva di grande rispetto e gli storici, anche autorevoli, elogiavano la serietà delle sue ricerche. Ben presto l'opinione pubblica ebbe la possibilità di cogliere la vera portata del processo. Infatti, lungi dall'essere una banale querelle fra storici, lo scontro tra Irving e Lipstadt non solo smascherava le deliberate falsificazioni di Irving in merito all'Olocausto e il suo tentativo di occultare l'operato di Hitler, così come non si limitava a rivelare lo stretto legame esistente fra le sue convinzioni ideologiche e la continua manipolazione delle fonti, ma poneva questioni fondamentali sotto il profilo morale prima ancora che storiografico: è giusto affidare a un'aula di tribunale l'onere di dimostrare la verità delle testimonianze dei sopravvissuti? Dove passa il confine tra la libertà di parola e l'immunità concessa ai divulgatori di menzogne? Quale compito attende tutti coloro che si battono per difendere la Memoria e impedire che i sei milioni di vittime della Shoah muoiano una seconda volta per mano delle falsificazioni negazioniste? Perché di questo si tratta. Il negazionismo – oggi spesso liquidato come una semplice «interpretazione eccentrica» dell'Olocausto – affonda le sue radici nell'antisemitismo, e, come scrive Deborah Lipstadt, «l'antisemitismo in sé non può essere sconfitto ... perché resiste alla ragione, non lo si può confutare, ma va combattuto di generazione in generazione». Se La verità negata racconta la vittoria giudiziaria su Irving e le teorie negazioniste, una vittoria conseguita da ebrei e non ebrei nella convinzione comune che l'antisemitismo sia un male che mette a repentaglio l'intera società, al tempo stesso ci ricorda che non si tratta di un successo definitivo. La verità, infatti, va continuamente ripetuta, non va messa a tacere. Per il silenzio su una questione così cruciale non ci sono scuse.

Se questa è una donna
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Materiale linguistico moderno

Álvarez, Mónica G.

Se questa è una donna : il racconto dell'altra faccia del male / Mónica G. Álvarez ; traduzione di Franca Genta Bonelli

Milano : Piemme, 2016

True Piemme

  • Copie totali: 3
  • A prestito: 2
  • Prenotazioni: 0

Abstract: Umiliate, torturate, maltrattate, denutrite, annichilite dalla violenza, la fame e la paura, gli occhi vuoti e il grembo freddo, le prigioniere dei campi di concentramento e sterminio nazisti hanno strappato a Primo Levi il grido "Considerate se questa è una donna." Ma le recluse non erano le uniche donne in quegli inferni sulla terra. Benché i loro nomi siano meno noti di quelli dei loro sanguinari complici, come Mengele, Himmler, Goebbels, furono molte e non meno crudeli le donne che hanno lavorato nei campi e si sono applicate spesso con più accanimento degli uomini a infliggere torture e morte. Maria Mandel, la "bestia di Auschwitz", amava prendere a calci sul viso i prigionieri. Ilse Koch, la "cagna di Buchenwald", si faceva confezionare paralumi con la pelle tatuata delle sue vittime. Hermine Braunsteiner è responsabile di almeno 200.000 morti. E sono solo alcune. Non tutte erano povere, molte erano spose, madri, lavoratrici. Potevano scegliere. E hanno scelto deliberatamente il male. Per senso del dovere, per obbedienza, "per assaporare", come ha detto una di loro, "il potere, la superiorità, il diritto di decidere della vita e della morte delle detenute." Nessuna di loro si è pentita. Sulle atrocità commesse da queste donne su altre donne la storia è stata a lungo reticente, quasi imbarazzata. Chi dà la vita può scendere all'abiezione più pura senza esservi costretta? Nei ritratti di alcune di loro, la terribile risposta.

KL
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Materiale linguistico moderno

Wachsmann, Nikolaus

KL : storia dei campi di concentramento nazisti / Nikolaus Wachsmann

Milano : Mondadori, 2016

Le scie

  • Copie totali: 4
  • A prestito: 1
  • Prenotazioni: 0

Abstract: Nel marzo del 1933, appena due mesi dopo la presa del potere da parte di Hitler, Heinrich Himmler, il nuovo capo della polizia di Monaco, diede l'annuncio di aver scelto una fabbrica in disuso nei pressi di Dachau per farne un campo di concentramento per i prigionieri politici. Poche settimane dopo, le SS presero il controllo del posto, un capannone circondato da filo spinato, in grado di contenere non più di 223 prigionieri. Dopo questo modesto inizio, il sistema dei campi di concentramento crebbe fino a diventare un vastissimo panorama di terrore, che comprendeva 22 campi principali e l.200 satelliti sparsi tra la Germania e l'Europa controllata dai nazisti. All'inizio del 1945 i campi tedeschi contenevano circa 700.000 persone provenienti da tutta Europa. Lì morirono due milioni di uomini. In questo libro, lo storico tedesco Nikolaus Wachsmann ricostruisce la storia del sistema dei campi di concentramento tedeschi, le violenze, gli abusi, i massacri, facendo rivivere un'epoca atroce attraverso le vicende di quanti vi furono rinchiusi e lì tragicamente morirono.

Il bambino di Schindler
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Materiale linguistico moderno

Leyson, Leon

Il bambino di Schindler / Leon Leyson, con Marylin J. Harran ed Elisabeth B. Leyson ; traduzione di Egle Costantino

Milano : Oscar Mondadori, 2016

Oscar bestsellers ; 2665

  • Copie totali: 2
  • A prestito: 2
  • Prenotazioni: 0

Abstract: Un piccolo villaggio, i fratelli, gli amici, le corse nei campi, il bagno in un fiume limpido: questa è la storia vera di Leon, quella di un mondo spazzato via all'improvviso dall'invasione dei nazisti. Quando nel 1939 l'esercito tedesco occupa la Polonia, Leon infatti ha soltanto dieci anni. Ben presto lui e la sua famiglia vengono confinati nel ghetto di Cracovia insieme a migliaia di ebrei. Con coraggio e un pizzico di fortuna Leon riesce a sopravvivere in quello che ormai sembra l'inferno in terra e viene assunto nella fabbrica di Oskar Schindler, il famoso imprenditore che riuscì a salvare e sottrarre ai campi di concentramento oltre milleduecento ebrei. In questa testimonianza rimasta a lungo inedita, Leon Leyson racconta la propria storia straordinaria, in cui grazie alla forza di un bambino l'impossibile diventa possibile. Età di lettura: da 10 anni.

Il piccolo burattinaio di Varsavia
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Materiale linguistico moderno

Weaver, Eva

Il piccolo burattinaio di Varsavia / Eva Weaver ; traduzione di Martino Gozzi

Milano : Oscar Mondadori, 2016

Oscar bestsellers ; 2666

  • Copie totali: 1
  • A prestito: 0
  • Prenotazioni: 0

Abstract: Questa è la storia di un coccodrillo, un giullare, una scimmia, una principessa e un principe: i burattini che Mika, un giovane ebreo confinato nel ghetto di Varsavia, trova nel cappotto ereditato dal nonno, un cappotto che si rivela magico, pieno di tasche e nascondigli, in cui potranno essere celati molti altri segreti. Questa è anche la storia di Max, un soldato tedesco in servizio in Polonia, e del suo incontro con un ragazzo con un cappotto troppo grande e misterioso, incontro destinato a cambiare le loro vite per sempre. Nei momenti più estremi la speranza può celarsi ovunque, anche in un piccolo battaglione di burattini colorati. Un romanzo che ci parla di coraggio e redenzione, oblio e memoria, una storia capace di toccare nel profondo come "Il bambino con il pigiama a righe" e "La vita è bella".

Un treno per Auschwitz
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Materiale linguistico moderno

Moorehead, Caroline

Un treno per Auschwitz : una sconvolgente storia vera / Caroline Moorehead

Roma : Newton Compton, 2016

  • Copie totali: 3
  • A prestito: 1
  • Prenotazioni: 0

Abstract: Giugno 1940: l'esercito tedesco entra a Parigi e Hitler visita la Ville Lumière. I francesi assistono impotenti al campeggiare della svastica sui monumenti più importanti della città. E ben presto il regime mostra il suo volto più nero. Iniziano le discriminazioni contro gli ebrei, le torture ai patrioti che resistono, il furto delle principali ricchezze nazionali a beneficio dello sforzo bellico della Wehrmacht, con l'appoggio dei collaborazionisti di Vichy. Ma alcune donne coraggiose alzano la testa: Danielle Casanova, Betty Langlois, Maï Politzer, Charlotte Delbo, Georgette Rostaing, Simone Sampaix, Viva Nenni (figlia del noto politico italiano) e tante altre, di qualunque classe sociale. Trasportano messaggi, proteggono i ribelli, aiutano a passare la linea di confine, nascondono gli ebrei e ingannano i nazisti. Sono pronte a tutto, anche alla lotta armata e a correre ogni pericolo, perfino a morire, per un ideale superiore di libertà e giustizia. Giugno 1943: 230 di loro vengono catturate dalla Gestapo e deportate su un treno diretto ai campi di sterminio. Conosceranno l'orrore di Auschwitz e di altri terribili lager. Ma a tornare a casa saranno solo in 49. Questa è la loro storia. Una storia fatta di coraggio, solidarietà, forza e amicizia.

Il negazionismo
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Materiale linguistico moderno

Vercelli, Claudio

Il negazionismo : storia di una menzogna / Claudio Vercelli

Roma [etc.] : Laterza, 2016

Economica Laterza ; 756

  • Copie totali: 1
  • A prestito: 0
  • Prenotazioni: 0

Abstract: "Il negazionismo è un piccolo universo autoreferenziato, per alcuni aspetti quasi un genere letterario a sé, che non viene scalfito dalla ragione poiché ha una sua ragione, che riposa sulla negazione": soprattutto è un fenomeno carsico, perché a intervalli più o meno regolari, si ripresenta con inquietante costanza negando l'evidenza dello sterminio degli ebrei e, con esso, delle condotte criminali assunte dalla Germania nazista. "La totalità della menzogna non sta nelle singole affermazioni ma nel loro utilizzo in sequenza, all'interno di un universo di significati che è menzognero poiché perviene a negare la realtà dei fatti. Il negazionismo, sul piano dei concetti, non è propriamente un'ideologia compiuta così come, sul versante di coloro che lo professano e lo condividono, non costituisce una setta, anche se molte delle sue manifestazioni e dei comportamenti di coloro che si riconoscono in esso farebbero pensare altrimenti. Si tratta piuttosto di un atteggiamento mentale che si traduce in un modo di essere nei confronti del passato. Al giorno d'oggi si presenta come il prodotto della stratificazione e dell'interazione di tre elementi: il neofascismo, il radicalismo di alcuni piccoli gruppi della sinistra più estrema e il viscerale antisionismo militante delle frange islamiste". Claudio Vercelli ricostruisce storicamente il fenomeno negazionista, ne descrive i protagonisti e gli ideologi, racconta la mappa concettuale...

Gli imputati di Norimberga
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Materiale linguistico moderno

Davidson, Eugene

Gli imputati di Norimberga : la vera storia dei ventidue fedelissimi di Hitler processati per crimini contro l'umanità / Eugene Davidson

Roma : Newton Compton, 2016

I volti della storia ; 344

  • Copie totali: 1
  • A prestito: 0
  • Prenotazioni: 0

Abstract: Il processo di Norimberga ha rappresentato la migliore risposta ai crimini del Terzo Reich? Si è trattato veramente di un processo equo, considerato che gli imputati si sono difesi affermando che nel compiere le orribili nefandezze di cui sono stati accusati stavano servendo il proprio Paese ed eseguendo ciò che era stato loro ordinato di fare? Come mai i tedeschi e la Germania si sono resi responsabili di tante atrocità? Eugene Davidson ha cercato di rispondere a queste e a moltissime altre domande esaminando ognuno dei ventidue imputati. La conclusione, riluttante ma al tempo stesso ferma, è che "in un mondo di complesse relazioni umane in cui viene fatta una giustizia sommaria comunque preferibile al linciaggio o alla fucilazione, il processo di Norimberga dovrebbe essere difeso in quanto evento politico". Alcune sentenze sono sembrate troppo severe, ma nessuna è stata certo più dura delle pene inflitte a persone innocenti dal regime che gli imputati servivano. Dal punto di vista legale le decisioni prese dal tribunale militare internazionale di Norimberga non sono certo ineccepibili, ma rappresentano il primo tentativo di mettere sotto accusa chi, forte del proprio potere, si è macchiato di crimini contro l'umanità, nonché una testimonianza storica di enorme portata, da preservare per le generazioni future.

Ida Lenti un angelo nella shoah
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Materiale linguistico moderno

Ghidotti, Riccardo

Ida Lenti un angelo nella shoah : Giusta tra le Nazioni / Riccardo Ghidotti

[S.l.] : Orizzontilibri, 2015

  • Copie totali: 6
  • A prestito: 1
  • Prenotazioni: 0
La memoria dei fiori
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Materiale linguistico moderno

Lipszyc, Rywka

La memoria dei fiori : il diario di Rywka Lipszyc / a cura di Alexandra Zapruder ; note di Ewa Wiatr

Milano : Garzanti, 2015

Narratori moderni

  • Copie totali: 21
  • A prestito: 3
  • Prenotazioni: 0

Abstract: È l'aprile del 1944, l'ultima neve del lungo inverno polacco attanaglia ancora le vie del ghetto di Lódz: i fiocchi candidi scendono sulle nere e informi divise degli operai ebrei che lavorano per i nazisti. Ma c'è un fragile fiore che, in questo paesaggio desolato, con tutta la forza cerca di sbocciare. Rywka Lipszyc ha solo quattordici anni. Ogni giorno deve farsi strada tra le recinzioni di filo spinato, incalzata dalle armi dei soldati e dagli ululati laceranti dei cani. Dopo la morte dei genitori, è lei a prendersi cura della sorellina Cipka. La sua città, la casa che tanto amava, gli amici di scuola, sono ormai un pallido ricordo; al loro posto ci sono il lavoro, il freddo, la fame, gli orrori del ghetto e della segregazione. In mano Rywka stringe l'unica cosa che è rimasta veramente sua: il suo diario, l'unica illusione di speranza e di salvezza da un nemico che, semplicemente, vuole che il suo popolo smetta di esistere. In queste commoventi pagine prende vita il ritratto di una bambina costretta ad affrontare l'impossibile compito di diventare donna in un mondo dominato dalla violenza e dall'ingiustizia. Ma Rywka deve resistere. Per sé, per la sua famiglia, per le tante persone che, a rischio della loro stessa vita, ogni giorno le offrono aiuto. E l'unico modo per resistere è non smettere di sognare: la libertà per sé e per Cipka, una casa, un piccolo studio avvolto dall'ombra della sera, una penna, qualche foglio bianco per coltivare la sua più grande passione, la scrittura.

Siamo tutti uomini
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Materiale linguistico moderno

Siamo tutti uomini : i colori dell'olocausto / Francesco Ive Lombardo ... [et al.]

Magenta : La memoria del mondo, 2015

  • Copie totali: 1
  • A prestito: 0
  • Prenotazioni: 0

Abstract: Nei lager nazisti, furono uccisi circa 15 milioni di persone, 6 milioni di queste erano ebrei. Perché, allora, quando si parla di Olocausto o giorno della memoria si pensa solo alla deportazione del popolo ebraico? Chi erano tutti gli altri deportati? I nazisti avevano inventato un sistema di codifica per classificare i prigionieri, in base ai motivi dell'arresto il deportato veniva contrassegnato con un triangolo di colore diverso: verde criminali comuni; rosa omosessuali, nero asociali, viola Testimoni di Geova, blu apolidi; rosso prigionieri politici, marrone rom e sinti, giallo ebrei. In questa graphic novel saranno raccontate otto storie, una per ogni triangolo.