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Gli ultimi messaggi del Forum

La capitale - Robert Menasse

Ha ragione chi ha scritto che sembra manchino delle pagine. Decine di storie avviate e che si intrecciano, fra cui anche una specie di giallo con morto e nessuna che abbia una conclusione logica. Se Menasse con questo romanzo, in cui idealmente auspica Auschwitz nuova capitale dell’Europa, in nome della rinascita da quelle ceneri e contro i nazionalismi che quelle ceneri hanno provocato, ha voluto dare un proprio contributo critico al miglioramento della casa comune, diciamo che non ci è riuscito. Emerge infatti un’Europa di burocrati arrivisti tutti interessati a scalare la gerarchia del potere e per questa anche disposti a cavalcare l’onda nazionalista degli Stati notoriamente più egoisti. Sembra che anche le competenze tecniche e culturali siano un aspetto assolutamente secondario. Insomma più che una realistica rappresentazione dell’Europa di Bruxelles, una parodia dell’Unione. Cosa c’entra il maiale che scorrazzando per Bruxelles irrompe fin dall’inizio quasi da protagonista nel romanzo? Per capirlo dovete arrivare a pagina 445, cioè l’ultima.

Fedeltà - Marco Missiroli

Un libro che non si dimentica. Lui, lei, gli altri, le altre. Soprattutto le altre per la verità. Per fortuna ad un certo punto dopo 224 pagine il libro finisce, altrimenti sarebbe venuto fuori che anche le nonne e le bisnonne, chissà che storie avevano mai vissuto. E’ un romanzo che devi leggere concentrato perché, se ti distrai un attimo, credi di seguire le sensazioni che sta provando Margherita a letto con Carlo e ti ritrovi invece Andrea sul divano con Giorgio. Quanto alla fedeltà, beh, non scherziamo! Che una scappatella rinforzi il legame matrimoniale è una teoria che si può anche sviluppare, ma il risultato è tutto da dimostrare. Carlo però è sensibile ad ogni gonnellina che ci sta, per cui sono arrivato ad una conclusione, che riconosco essere molto terra, terra: che deve avere delle gran doti amatorie per essere sopportato da Margherita.

Il rumore del mondo - Benedetta Cibrario

Coraggiose, determinate, capaci, visionarie, ma anche tradizionaliste e sensibili e quindi contraddittorie. Sono loro, le donne, le indiscutibili protagoniste di questo coinvolgente romanzo storico ambientato nel mezzo del diciannovesimo secolo, tra una Londra in pieno fermento commerciale ed imperiale ed un Piemonte, che invece scoppietta per liberarsi dal giogo della monarchia perché vuole la Costituzione.
E c’è poi un’altra protagonista, la seta, che come il filo significativamente rappresentato nella foto di copertina, le accompagna nello svolgersi degli avvenimenti, che le vedono protagoniste. Anne Bacon su tutte. Una deliziosa giovincella inglese sedotta e praticamente abbandonata al suo destino, dopo essere stata deturpata dal vaiolo, da un insipido nobile piemontese, che l’aveva chiesta in sposa al padre, un ricco mercante di stoffe, durante una sua trasferta diplomatica londinese.
Una volta insieme a Torino la coppia non ha mai saputo affiatarsi tanto che su consiglio del nobile suocero, Anne viene relegata a vita separata in una tenuta in campagna dove però la ragazza della seta riesce a trovare nel matrimonio il suo “equilibrio nello squilibrio”, diventando punto di riferimento per nobili dame campagnole, che rappresentavano però una specie di centro di gravità per dei giovani ribelli indipendentisti.
Pur potendo permetterselo, essendo molto ricca, di ritornare a Londra, che non aveva mai dimenticato, ha preferito continuare nella sua vita matrimoniale incontrando la fiducia e l’apprezzamento del suocero principe di Vignon, divenuto un suo estimatore ed anche il rispetto del marito, che ad un certo punto è sembrato quasi pentirsi del suo atteggiamento molto ambiguo.
Ma nel frattempo è arrivata la dichiarazione di guerra all’Austria ed ancora una volta il corso della storia dei nostri protagonisti, ha subito degli imprevisti sviluppi.
Con duecento pagine in meno sarebbe stato un capolavoro. In alcuni capitoli è infatti un po’ ripetitivo.

On writing - Stephen King

Dopo averlo letto non rileggerete più alcun libro con superficialità.
Chiarisco: King è un maestro, fondamentalmente perchè, qui, ti insegna esattamente come leggerlo un libro. Prima ancora di scriverlo...

Sirene - Laura Pugno

Questo è un libro crudo, con una scrittura cruda. Può piacere o no, anzi, questo libro potrebbe disturbare, tanto è spietato, ma Laura Pugno lo ha scritto proprio bene. Per gli amanti del ben scritto non si può, se non amarlo, quantomeno ricordarlo.
Un libro si può giudicare su molti fronti: bellezza della storia e "travolgenza" della stessa, fascinosità e piacevolezza dei suoi personaggi e luoghi ivi descritti.
Personalmente trovo che questi 3 aspetti siano cosi fortemente interconnessi gli uni con gli altri che un buon libro non può essere che tale se e solo se, scritto bene, il resto va da se. Quando lo scrittore sa scrivere riesce a rendere top qualsiasi trama, qualsiasi personaggio, qualsiasi luogo.

M - Antonio Scurati

Sarà pure un romanzo e non un saggio storico, come qualche recensore ha tenuto a sottolineare, certo è che Scurati ha fatto un gran bel lavoro anche di ricerca presentandoci un Mussolini non da rapsodie di cineteche, ma più umano, anzi meno disumano, con tutte le sue debolezze e contraddizioni. Stesura con qualche errore tecnico, come hanno rilevato alcuni importanti recensori, ma, a mio modo di vedere alquanto veniali, data la mole di lavoro svolto. Dal libro emerge che la forza di Mussolini sia stata soprattutto la debolezza dei suoi oppositori e del Re, che lo hanno sempre sopravvalutato nella sua prorompente carriera politica e per quanto riguarda il sovrano anche tacitamente approvato. Si capisce che bastava poco per fermare quelle raffazzonate bande di balordi che erano i fascisti, che ad un certo punto sono pure sfuggite al suo stesso controllo, ovviamente nella prima fase della presa del potere. Pare comunque che la lezione non sia servita. Nell’opera narrativa di Scurati leggo, fra le righe, molti riferimenti all’oggi.