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Giovanissimi
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Forgione, Alessio

Giovanissimi

Milano : NNE, 2020

Abstract: Marocco ha quattordici anni e vive con il padre a Soccavo, un quartiere di Napoli. La madre li ha abbandonati qualche anno prima, senza dare più notizie di sé, e lui vive quell'assenza come una ferita aperta, un dolore sordo che non dà pace. Frequenta il liceo con pessimi risultati e le sue giornate ruotano attorno agli allenamenti e alle trasferte: insieme a Gioiello, Fusco e Petrone è infatti una giovane promessa del calcio, ma nemmeno le vittorie sul campo riescono a placare la rabbia e il senso di vuoto che prova dentro. Finché non accadono due cose: l'arrivo di Serena, che gli porta un amore acerbo e magnifico, e la proposta di Lunno, il suo amico più caro, che mette in discussione tutte le sue certezze. Dopo l'esordio con Napoli mon amour, Alessio Forgione torna con un romanzo di prime volte, e ci racconta un mondo di ragazzini che crescono da soli,tra desideri di grandezza e delusioni repentine, piccoli crimini e grandi violenze, in attesa di scorgere il varco che conduce all'età adulta.

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Leopoldo Roman
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E’ la storia di un anno della vita di Marco, detto Marocco, vissuto molto pericolosamente nella spensieratezza e nella spericolatezza di un giovane napoletano di 14 anni, al primo anno di liceo con una forte avversione al latino, alla ricerca di tutto: l’amore della mamma che lo ha abbandonato, l’amore vero di Serena, un rapporto di responsabilità con il padre che lo ha cresciuto da solo, il brivido dell’effimero facendosi canne con gli amici, il successo sportivo giocando a calcio, la maturità. Insomma, il classico romanzo di formazione, abbastanza scontato nella conclusione, con tutti gli ingredienti per strappare qualche lacrima, ma con una monotonia narrativa a volte anche troppo ripetitiva, tanto che non mi sentirei di consigliarne la lettura ad un amico.
La scrittura è ricercata e scorrevole, ma la trama è deboluccia. Ci sono personaggi interessanti quali l’allenatore della squadra di calcio o l’insegnante di latino, decisamente interessanti, sui quali l’autore poteva soffermarsi di più, come anche sul rapporto del padre, abbandonato dalla moglie cinque anni prima, con la mamma dell’amico Petrone, al quale dedica l’incipit del romanzo. Con questa lettura mi aspettavo anche un’immersione nella Napoli dei vicoli stregati ed imprevedibili e nei suoi quartieri emarginati ed inestricabili. L’ambientazione ovviamente c’è, ma non centrale nella storia.

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