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Accabadora
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Murgia, Michela

Accabadora

Torino : Einaudi, 2009

Abstract: Perché Maria sia finita a vivere in casa di Bonaria Urrai, è un mistero che a Soreni si fa fatica a comprendere. La vecchia e la bambina camminano per le strade del paese seguite da uno strascico di commenti malevoli, eppure è così semplice: Tzia Bonaria ha preso Maria con sé, la farà crescere e ne farà la sua erede, chiedendole in cambio la presenza e la cura per quando sarà lei ad averne bisogno. Quarta figlia femmina di madre vedova, Maria è abituata a pensarsi, lei per prima, come "l'ultima". Per questo non finiscono di sorprenderla il rispetto e le attenzioni della vecchia sarta del paese, che le ha offerto una casa e un futuro, ma soprattutto la lascia vivere e non sembra desiderare niente al posto suo. "Tutt'a un tratto era come se fosse stato sempre così, anima e fili'e anima, un modo meno colpevole di essere madre e figlia". Eppure c'è qualcosa in questa vecchia vestita di nero e nei suoi silenzi lunghi, c'è un'aura misteriosa che l'accompagna, insieme a quell'ombra di spavento che accende negli occhi di chi la incontra. Ci sono uscite notturne che Maria intercetta ma non capisce, e una sapienza quasi millenaria riguardo alle cose della vita e della morte. Quello che tutti sanno e che Maria non immagina, è che Tzia Bonaria Urrai cuce gli abiti e conforta gli animi, conosce i sortilegi e le fatture, ma quando è necessario è pronta a entrare nelle case per portare una morte pietosa. Il suo è il gesto amorevole e finale dell'accabadora, l'ultima madre.

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Ho trovato illuminante la scelta di trattare il tema dell'eutanasia attraverso le credenze e le tradizioni popolari. Straordinario il ritratto della vecchia donna, della sua dignità ed umanità.
Bello il rapporto tra l'Accabadora e la figlia 'adottiva' Maria, scelta non a caso per l'innocenza con cui commette 'reati' che in realtà per lei reati non sono.

ABBRACADORA
Non lasciatevi ingannare dalla brevità del libro. Questa storia avrebbe potuto occupare ben più delle 163 pagine in cui è stata sviluppata; ma proprio la compattezza di questo libro dà la cifra della sua peculiarità: la sintesi.
L’autrice è bravissima a far emergere l’atmosfera che si respira in un paese sardo ricco di tradizioni e anche superstizioni. I personaggi sono raccontati in modo perfetto nei loro atteggiamenti, così perfetto da renderli reali.
a narrazione che scorre spedita e che materializza davanti agli occhi del lettore un mondo lontanissimo ma anche tremendamente attuale.

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