Giornata delle vittime dell'immigrazioneIl 3 ottobre 2016 si consumò nel Canale di Sicilia, al largo di Lampedusa, una delle più gravi stragi di migranti. 368 morti accertati, circa 20 dispersi presunti, 155 superstiti, di cui 41 bambini.

Quell'incidente, ha ricordato il sindaco dell'isola Giusi Nicolini, "portò il presidente della Commissione Ue Juncker a venire qui a dire 'Mai più morti nel Mediterraneo'". Ma da allora "sono morte altre 11mila persone, 3.500 solo nel 2016".

Questa bibliografia vuole essere un contributo alla conoscenza di un fenomeno che non si può ignorare. Come sempre compito delle biblioteche e dei bibliotecari non è schierarsi a favore di una posizione o di un'altra, ma di offrire strumenti di conoscenza e di approfondimento per potersi formare un'opinione consapevole. Come previsto dal codice deontologico dei bibliotecari, essi acquistano i libri cercando di rappresentare il più ampio ventaglio di posizioni, senza per questo sentirsi obbligati a garantire una perfetta corrispondenza numerica. In altri termini, nella scelta devono tener conto anche di altri criteri quali l'importanza degli autori, l'autorevolezza della casa editrice, la maggiore o minore presenza nel mercato editoriale di un certo orientamento.

 

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Lampaduza
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Libri Moderni

Camarrone, Davide

Lampaduza / Davide Camarrone

Palermo : Sellerio, 2014

La memoria ; 955

Abstract: "I migranti potrebbero sbarcare a Pantelleria, più vicina all'Africa, o in Calabria, o nel Canale di Otranto. E invece scelgono Lampaduza. Perché mai? La risposta è che Lampaduza è un confine deciso dal libero arbitrio politico e sociale ed ha assunto un significato simbolico e un ruolo concreto. A Lampaduza hanno messo in scena la frontiera: lo spettacolo della migrazione. Ma è dai confini, così come dalle prigioni, che si giudica uno Stato". Il 3 ottobre 2013 davanti alle coste dell'isola è accaduto il più grave incidente della migrazione per numero di vittime. Questo libro comincia un anno prima, quando l'autore, giornalista Rai, si recò sull'isola per lavoro; ed è un racconto, un diario e un reportage, scritto con i piedi piantati in quella terra senza un albero e lo sguardo volto al resto del Mediterraneo, all'Italia e all'Europa. Racconta insieme e per piani comunicanti tutto ciò che nell'isola si è intersecato negli anni più terribili, quelli in cui Lampedusa è stata contemporaneamente la capitale dei diritti umani e ha provato a suicidarsi. L'autore lascia salire alla memoria spunti diversi: il Mediterraneo, mare di naufragi segreti e guerre navali nascoste, di volti e di figure, narrato assieme alla grande migrazione, alle rivolte del Maghreb, agli accordi sciagurati con Gheddafi per i respingimenti, alla Sicilia rete di basi militari, alle vite quotidiane di migranti, al succedersi di sindaci e traversie di politicanti, a piccoli miti e storie lontane.